Storia

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Storia

Il Barbone è una delle più antiche razze di cani, ma nessuno è mai stato in grado di determinare con esattezza la sua vera origine.

La storia del Barbone solido, bicolore o particolore è la stessa.

L’”Originario Barbone”, che veniva chiamato “il grande cane d’acqua”, era di un solo colore, bianco o nero, o pezzato, bianco con macchie nere, conosciuto come “Parti”

Cercando tra gli antenati, si trova sempre un cane di due colori che sembra un barbone toelettato tipo un “leone”.

Lo possiamo vedere anche nelle riproduzioni di epoca romana e nell’antica Grecia.

Il suo paese d’origine, secondo gli antichi racconti, sarebbe la Germania, Francia, Russia o Inghilterra.

Si ritiene inoltre che l’antenato del barbone, provenga dal nord-ovest dell’Africa. Alcuni dicono che proviene dalla Spagna o dal Portogallo, altri che proviene dalla Grecia.

Ma da tutti questi cani provengono i nostri Barboni.

Soprattutto, questo dimostra che l’antenato del Barbone è stato anche Bicolore!

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Gli esperti, sarebbero arrivati a questa conclusione dai documenti di Konrad Gessner e del Dottor Fitinger, risalenti al 1555.

L’antenato del Barbone non era solo bianco o nero ma anche bianco con macchie nere. Ma col tempo queste macchie nere sono sparite e si è affermato che il primo barbone grande mole bianco è stato visto in Inghilterra, più tardi è apparso il barbone grande mole nero in Russia.

Ma almeno il 50% dei cani di colore nero, aveva una macchia bianca sul petto, una macchia bianca sul labbro inferiore e una o due dita bianche; questo capita ancora oggi, nonostante la lunga selezione.

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Eppure, nel 1880, è stato stabilito dallo standard del Barbone (fondato a Berlino), che l’allevamento del Barbone non deve essere fatto che con soggetti di colore solido……

Da allora la Francia (nel 1936) si è basata su questo vecchio standard.

Se un soggetto nero viene accoppiato con un altro soggetto nero, può capitare che, a causa di questo cambiamento, possa nascere di nuovo soggetti bicolore (mismark).

Se si accoppia un colore solido con un bicolore, si otterranno dei bicolore con gene puro bicolore, ma solo dalla terza generazione. Se si continua l’allevamento, accoppiando solo tra bicolore, visto che le pezzature sono recessive, otterremo tutti cuccioli Bicolore.

Dai documenti dell’anno 1555, gli esperti ritengono che la comparsa delle macchie che conosciamo nell’antenato del Barbone, non sono state prodotte da incroci con altre razze, ma queste pezzature erano semplicemente parte della razza, è per questo che dobbiamo per forza accoppiare due soggetti Bicolore per ottenere cucciolate di Bicolori.

George Stubbs (1724-1803) è stato un artista molto noto. I suoi quadri sono stati esposti in gallerie d’arte in tutto il mondo. E’ stato il primo artista britannico della fauna selvatica, che ha rappresentato gli animali come erano realmente.

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La foto del Barbone grande mole “Champagne Vulcano Polka-Punkt”, scattata nel 1953 è molto simile al quadro dell’artista disegnato nel 1758.

Mme Jane Linien, dell’allevamento “Nunsoe” d’Inghilterra, è stata una dei primi allevatori di Barboni grande mole bicolore.

“Black Hayes Hoy” è stato il più famoso barbone grande mole, tra i bicolore nel 1937. La maggior parte dei cani dell’allevamento “Vulcano” in Inghilterra provengono da questa linea di sangue.

Parecchi Barboni di colore solido, dell’allevamento “Vulcano”, portano il gene dei barboni bicolore e spesso capitano cucciolate che comprendono sia colori solidi che bicolore. Questo succede perchè è molto alta la concentrazione della linea di sangue di “Vulcano Champagne Wopper”.

Nel novembre 1964 è stata registrata l’ultima cucciolata dell’allevamento “Vulcano”.

Fortunatamente, altri allevatori molto conosciuti, che erano grandi fans dei barboni bicolore, hanno continuato ad allevare questi cani. Grazie a questi allevatori il barbone bicolore non è stato dimenticato, come sarebbe piaciuto ai fondatori della standard di razza del 1880.

Il primo standard in Germania, riguardo a questa varietà di colori, è stata creata da Mme Eckstein (presidente onorario dell’ADP), che ha dimostrato che, nel 1959, dall’unione di due soggetti neri, ha ottenuto cuccioli bicolore. Durante un congresso di una commissione scientifica del Tribunale di primo grado, è stata presentata la variante dei bicolore alla FCI.

La FCI chiese a Mme Eckstein di dimostrare 10 generazioni di linee di sangue di questa variante di colore….. Mme Eckstein è riuscita, nel 1980, basandosi sullo standard stabilito nel 1959 e quindi in grado di generalizzare le condizioni di allevamento (e i giudizi).

Ma ancora oggi, dopo tutti questi anni, i Bicolore stanno ancora aspettando di essere riconosciuti dalla FCI….